Milano, 19 aprile 2002 – E’ stata condotta da F.P.M.
Federazione contro la Pirateria musicale in collaborazione con
ACNielsen la prima approfondita ricerca sul comportamento degli
italiano nei confronti della pirateria musicale.

La ricerca si è svolta nei primi mesi del 2002 e ha riguardato
un campione di 2000 famiglie distribuite su tutto il territorio
nazionale in circa 450 comuni rappresentativi di circa 38 milioni
di Italiani dai 14 anni in su.

Ciò che ne è emerso, in sintesi, è che: il oltre 11,5 milioni di
italiani (30,7%) possiedono CD duplicati e che di questi ben 4,7
milioni acquistano regolarmente CD masterizzati
(il 12%
dell’intero campione) .

Il fenomeno più preoccupante resta quello della masterizzazione. I
cd masterizzati vengono per il 42% acquistati, per il 37% duplicati
da amici e parenti e per il 21% duplicati personalmente. Dei 3,7
milioni di persone che abitualmente duplicano CD, il 46% masterizza
tramite un proprio masterizzatore e il 49% tramite masterizzatore
di parenti e amici. Il 12,5% masterizza in media una volta al
mese.

Le bancarelle e la vendita abusiva nelle strade cittadine rimangono
a oggi il principale canale distributivo (il 51% degli acquirenti
di falsi si rivolge a questo canale, il 18% compra da amici e
parenti, il 17% presso negozi di musica, il 13% da colleghi e
compagni di studi, il 2% su internet) mentre cresce la
preoccupazione per l’affermarsi della pirateria connessa a
internet: 1,9 milioni di italiani scaricano file musicali
illegalmente
dalla rete e il 50% di loro li riversa su CD
vergini.

Dalla ricerca si è potuto stilare anche un profilo
dell’acquirente tipo di cd falsi: maschio fra i 25 e i 34 anni,
lavoratore dipendente che vive in una città con oltre 100 mila
abitanti al sud e ha una licenza media: sfatato quindi il mito che
vede nei giovanissimi i maggiori acquirenti di falsi.

La ricerca rileva anche che ben il 52% degli italiani reputa che
non vi sia nulla di illegale nell’acquistare cd falsi
anche se
8 milioni di persone sono consapevoli che i guadagni della
pirateria vanno in buona misura alle organizzazioni criminali.

In Italia, il fenomeno della pirateria musicale copre il 25 % del
mercato con un fatturato illegale di oltre 350 miliardi gestito in
particolare dal crimine organizzato. Dal settembre 2000 l’Italia ha
adottato una nuova normativa in materia di diritto d’autore che ha
introdotto nuove e più elevate sanzioni e misure contro la
contraffazione musicale con pene che possono arrivare fino a 4 anni
di carcere, oltre a sanzioni amministrativa per centinaia di
milioni. Tali norme sono state introdotte per fronteggiare un
fenomeno che ha assunto, come ha potuto confermare questa ricerca,
dimensioni devastanti. Si pensi che solo nei primi tre mesi di
quest’anno sono stati sequestrati oltre 550.000 pezzi illegali, 230
masterizzatori e sono stati denunciati e arrestati oltre 450
individui per violazione della normativa sul copyright.

Per ulteriori informazioni contattare: F.P.M. tel. 0276021377 fax
0276023152

Luca Vespignani