Lino Prencipe opera da oltre 15 anni nel settore dei new media. Dopo numerose esperienze nell’ambito del mobile marketing e web con aziende come Wireless Soultion e Dada, dal 2008 si stabilisce a Milano entrando nell’organico in Sony Music Italy come responsabile della distribuzione digitale e dello sviluppo di nuovi modelli di business, con particolare focus sulle strategie di digital marketing e brand partnership. La sfida che Prencipe ha raccolto anni fa sembrava semplice:

“Ho lasciato aziende che erano in forte crescita e business focalizzati su web e mobile per cercare di ritrovare quello stesso tipo di slancio e di vivere quella stessa energia in un settore che invece affrontava un momento difficile. E’ bastato cambiare il punto di vista, come in una rivoluzione copernicana: al centro dell’industria non c’era più il prodotto (cd, disco o cassetta che dir si voglia), ma l’artista a 360 gradi i nuovi modelli di business, così come i nuovi strumenti di comunicazione e marketing andavano quindi sviluppati per accompagnare ed assecondare la sua creatività. Abbiamo iniziato a lavorare pensando di creare delle nuove “esperienze” sia per l’ascoltatore che per l’artista stesso”.

Il passaggio di cui Lino è stato protagonista ha richiesto di adeguarsi velocemente ad una realtà musicale in grande cambiamento:

“Il nostro ruolo è quello di creare modelli di business sostenibili per l’intera catena del valore partendo dall’attualità e non dal passato che non è più applicabile oggi giorno. Nel corso di questi ultimi anni la fruizione della musica è cambiata, o meglio, è aumentata, con una grossa novità: si può accedere a ogni tipo di contenuto audio video. in qualsiasi momento della giornata e in mille modi diversi. Inoltre, non si è più ascoltatori passivi (chiusi in camera ascoltando uno stereo o una radio), ma siamo tutti diventati ascoltatori e fruitori attivi”.  

Per non parlare del cambiamento determinato dall’arrivo dei social network:

“L’avvento della tecnologia mobile, sommata alla crescita di piattaforme come Facebook e Twitter, ha permesso alla musica di diventare “social”: si può condividere una passione con gli amici, far conoscere i propri gusti ma soprattutto essere sempre in contatto con l’artista generando quindi un volano dal “basso verso l’alto”, che deve essere il punto di partenza su cui costruire i futuri modelli economici per l’industria intera. In Italia esistono condizioni al contorno differenti rispetto ad altri paesi come i Nordics o gli anglosassoni, ma negli ultimi anni abbiamo lavorato a stretto contatto con partner locali ed internazionali per permettere l’accesso ai servizi legali, lavorando nel contempo con tutti gli attori nel preservare modelli economici “sostenibili”. Ora si iniziano a vedere i risultati, ma è solo l’inizio!”

E il futuro?

“Immaginiamo un futuro dove convergano i contenuti, l’accesso agli stessi, i device sul quale usufruirne magari con una semplice fee: un giorno avremo contemporaneamente tutto questo e magari passeremo davvero dalla proposta di un prodotto che si comprava e un servizio che si usava, ad un’ “esperienza” da vivere e condividere”.