Raffaele Viganò fu assunto nel 2005 in Emi Music dopo aver risposto a quello che sembrava un annuncio matrimoniale, ma che in realtà era un’offerta di lavoro: si cercava infatti un giovane laureato in relazioni pubbliche, che parlasse inglese e spagnolo, che avesse voglia di viaggiare e passione per la musica. La prima mansione che ricoprì in discografia era legata all’attività di exploitation.

“Ho avuto la fortuna di iniziare la mia avventura discografica con quella che ancora ritengo una delle attività più divertenti ed una delle sfide più difficili del nostro lavoro: l’exploitation, ossia lo sviluppo del repertorio italiano all’estero. Questo mi ha permesso di collaborare da subito sia con grandi artisti italiani di consolidata fama internazionale, sia con artisti che muovevano i primi passi della loro carriera all’estero dopo aver ottenuto successo in patria. Ho avuto la possibilità di acquisire da subito una visione internazionale del nostro business e di conoscere da vicino tanti mercati stranieri. Una delle prime scoperte di quegli anni fu che, oltre ai mercati latini dove gli artisti italiani conquistano spesso risultati importanti, c’erano interessanti possibilità di vendita per i nostri artisti soprattutto nell’Europa Continentale ed in particolare nei paesi del Gas (Germania, Austria, Svizzera).”

Pochi anni dopo il suo arrivo in Universal Music nel 2006, Viganò affianca all’attività di exploitation anche quella di product management, per artisti sia italiani che internazionali, gestendo quindi le attività di marketing e di advertising di questi progetti.

“Tra le più grandi soddisfazioni di lavorare oggi nella divisione Domestic di Universal Music vi è senza dubbio quella di potermi occupare di alcuni tra i progetti più importanti della musica italiana, e contemporaneamente di impegnarmi affinché i progetti dei validi emergenti trovino lo spazio che meritano; tutto questo avviene grazie a un team di professionisti, che ogni giorno svolge con incredibile passione e dedizione il proprio lavoro di a&r, di marketing, di promozione tv, radio, stampa e web.”

Tra le varie attività di marketing che oggi un product manager svolge all’interno di una casa discografica, l’organizzazione delle signing session (o instore) nei negozi di dischi ha assunto un’importanza sempre più rilevante negli ultimi anni. Questi eventi, grazie alle cui vendite molti artisti sono riusciti a raggiungere la prima posizione nella classifica Fimi degli album più venduti della settimana, hanno iniziato a funzionare inizialmente soprattutto per artisti provenienti dai talent show e dal mondo hip-hop, ma negli ultimi tempi sempre di più anche artisti adulti, cantautori o artisti rock raccolgono risultati davvero importanti.

“Ho visto file di ragazzi e ragazze in coda dalle prime ore del mattino per avere l’occasione di incontrare il proprio idolo ed avere un suo autografo sul cd o poter scattare una foto con lui. I riti e le esperienze che questi fan vivono prima dell’incontro con l’artista, mi hanno ricordato le emozioni e le magie che da ragazzo riuscivo a provare solo prima di un concerto. Oggi le signing session rappresentano sicuramente un’unica ed eccezionale modalità per gli artisti di conoscere ed incontrare i propri fan e viceversa.”

Tra le numerose attività e campagne di questi anni, una di quelle che Viganò ricorda con maggior piacere è stata quella del lancio della #jovatimeline su Twitter, per promuovere la pubblicazione di Backup, il best of album di Jovanotti, uscito nel 2012.

“Con un’idea semplice ed efficace, le canzoni dei 25 anni di vita artistica di Jovanotti si sono incrociate con i momenti più importanti nella vita quotidiana di ognuno di noi. Sulla scia di questa idea è stata realizzata la Jovatimeline, una linea temporale user-generated costruita su Twitter, che ha raccontato le tappe più importanti della carriera dell’artista attraverso i ricordi degli utenti (fan e non). L’efficacia della campagna, capace di generare oltre 3.200 tweet e di coinvolgere 1,3 milioni di follower netti, è stata riconosciuta anche con diversi premi in concorsi del settore, condivisi con MediaCom ed Ebola Industries, che insieme ad Universal ne sono stati ideatori e creatori.”