Ecco una breve analisi a supporto della posizione di FIMI rispetto a quanto affermato dalla ricerca RBB per Google, secondo cui YouTube potrebbe considerarsi determinante nel combattere la pirateria e non cannibalizzi altri servizi di streaming.

Analisi più approfondite degli stessi dati proposti dalla ricerca RBB sul mercato italiano, conducono a tutt’altra conclusione.
Pur riconoscendo a YouTube un ruolo nel settore musicale (il 91% degli utenti lo impiega per accedere a musica – Ipsos Connect 2016), legato principalmente ad alimentare la popolarità di artisti e video musicali, è necessario evidenziare che in Italia il servizio di video sharing produce un’effettiva cannibalizzazione delle piattaforme di audio streaming, ed in particolare dei servizi premium.

In allegato un documento a sostegno della posizione di FIMI.